Azione Cattolica
Esperienza all' "Oasi Città Aperta"
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- Categoria principale: Associazioni Parrocchiali
- Pubblicato Mercoledì, 24 Febbraio 2010 08:37
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L'Oasi nasce circa cinquant'anni fa grazie all'intuizione di Padre Ferlauto che, allora giovane prete, sente la necessità di costruire una casa accogliente in cui dare ospitalità a disabili mentali perché "in balia degli altri, meno autonomi e più emarginati". L'impegno scientifico nell'assistenza sanitaria dei disabili è accompagnato - guidato, direi - da una grande fede nell'amore di Dio; un amore incarnato, generoso e profetico.
È proprio per questo insieme di valori, per la proposta "alta e altra" di vocazione al servizio che abbiamo immaginato l'Oasi come una occasione di riflessione, ed eventualmente di missione, per i giovani della nostra Parrocchia. Trasmettere l'entusiasmo di un sogno che diventa progetto e dunque segno è il fulcro dell'esperienza di Troina; sarebbe davvero un grande dono se i nostri giovani riuscissero a comprendere, attraverso l'esperienza siciliana, come il nostro poco può diventare tanto tra le mani di Dio.



Ciò che distingue l'Oasi dalle tante opere "sociali" è la grande fede che anima i luoghi e le persone che lì vivono la loro vocazione; una fede vissuta e trasmessa in modo originale (per esempio, la metafora di Dio come "azionista di maggioranza nella vita dell'uomo" e la consacrazione della Chiesa a "Cristo Socio" - in latino socius significa "amico") agli operatori, ai visitatori, agli ammalati. Poco prima di risalire sul pulmino per tornare a casa, ci siamo salutati con gli amici dell'Oasi appena conosciuti, con Padre Ferlauto e con la dott.ssa Cento - una dei medici dell'Oasi e amica di vecchia data dell'AC - ripromettendoci di costruire insieme un altro segno di speranza (ma non facciamo anticipazioni...!) che possa gridare, una volta ancora, che "ognuno è qualcuno da amare".
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